“Siamo contrari a un’autonomia senza una dimostrazione concreta dei benefici per i cittadini liguri. Dopo la sentenza n. 192/2024 della Corte costituzionale, il punto è chiaro: bisogna spiegare, funzione per funzione, perché una competenza debba essere esercitata meglio dalla Regione, con quali risorse, costi e risultati”. Così, intervenendo sul percorso dell’autonomia differenziata, il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano, secondo cui il primo paradosso è che Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto avanzino con schemi molto simili. “Per essere davvero differenziata, l’autonomia dovrebbe partire dalle specificità dei territori. Se il vestito è quasi uguale per tutti, la vera differenza rischia di emergere nella capacità economica e fiscale di ciascuna Regione, trasformandosi in differenze nei servizi e nei diritti”.
Per il M5S, il grande assente è il welfare. “La Liguria è una regione anziana, con bisogni crescenti su non autosufficienza, disabilità, assistenza domiciliare, salute mentale e integrazione sociosanitaria. Invece discutiamo soprattutto di competenze, tariffe, fondi e procedure. Una persona fragile non ha bisogno di sapere chi possiede formalmente una competenza: ha bisogno di un servizio accessibile e di una presa in carico reale. La stessa prudenza vale per la sanità: l’autonomia non crea medici, infermieri o nuove risorse. La sanità è già oggi il più grande banco di prova dell’autonomia regionale. Prima di chiedere nuovi poteri, la Liguria deve dimostrare di saper usare al meglio quelli che già ha”.
Giordano richiama anche il PNRR: “in Liguria sono arrivati oltre 5,7 miliardi di euro per più di 11mila interventi, ma a luglio 2026 risultava concluso appena il 10,2% dei progetti, contro una media regionale nazionale del 26,2%. Questa è una misura concreta della capacità amministrativa”. Altro punto centrale è la Protezione civile. “La parola chiave dovrebbe essere prevenzione: manutenzione dei versanti e dei corsi d’acqua, cura dei boschi e delle coste, monitoraggio e riduzione del consumo di suolo. Siamo efficienti il giorno dopo l’emergenza, ma investiamo troppo poco nel giorno prima. La vera autonomia sarebbe ridurre il rischio prima che una calamità diventi tragedia.
“Il nostro voto è contrario non all’articolo 116 della Costituzione, ma a questo modo di attuarlo: anche le audizioni hanno chiesto prudenza, gradualità, monitoraggio, tutela dei soggetti fragili, della contrattazione nazionale e delle microimprese, evitando nuova burocrazia e duplicazioni. Non si firma prima per scoprire dopo se funziona: prima si dimostra, poi si trasferisce. Alla Liguria servono sanità, scuola, lavoro, welfare, sicurezza del territorio e servizi efficienti. La vera autonomia non è avere più competenze scritte su un foglio: è dimostrare di saper esercitare bene quelle che già abbiamo, trasformando le risorse disponibili in diritti e qualità della vita”, conclude Giordano.
Fonte: https://www.corrieredigenova.it Corriere di La Spezia
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